
Due nomi che differiscono per una lettera, due prodotti che sulla scheda tecnica si assomigliano moltissimo, e in mezzo una differenza di prezzo che oggi non ha nessun senso apparente.
Il DP2 è il modello tecnicamente superiore su cinque voci: sensore più grande, obiettivo più luminoso, campo visivo più largo, schermo touch e riconoscimento della forma umana. Il DP2C vince su due sole cose, la memoria microSD accettata (512 GB contro 256) e la finitura oro, e costa molto meno.
C’è però un dettaglio che ribalta il ragionamento. Oggi il DP2 su Amazon sta sopra i 180 euro, cioè più del CP4 che ha le stesse identiche specifiche del DP2 e in più entra in fori più stretti.
Questo articolo serve a due cose: capire cosa cambia davvero fra le due sigle e capire se ha senso comprare uno dei due oggi, viste le cifre esposte.
In questa guida ti spiego:
- le cinque differenze tecniche fra DP2 e DP2C, prese dalle schede ufficiali EZVIZ
- l’unica voce su cui il DP2C batte il fratello maggiore
- perché il foro della porta li accomuna e cosa cambia rispetto agli altri EZVIZ
- quanto costano oggi e quale dei due conviene davvero
Cominciamo dalle differenze, poi passiamo ai prezzi.
Le cinque differenze fra DP2 e DP2C
Sono tutte a favore del DP2, e nascono da una generazione di ottica diversa.
Il sensore del DP2 è da 1/2,7 di pollice, quello del DP2C da 1/3 di pollice. Con la stessa risoluzione, il sensore più grande raccoglie più luce e regge meglio le ore scure.
L’obiettivo conferma lo scarto: F2.0 sul DP2 contro F2.2 sul DP2C. È mezzo passo di luminosità.
Il campo visivo passa da 155 gradi diagonali del DP2C a 166 del DP2, che la scheda del DP2 scompone anche in 136 gradi orizzontali e 80 verticali.
Lo schermo è la differenza più immediata all’uso: il DP2 monta un pannello touch da 4,3 pollici, mentre il DP2C ha lo stesso schermo comandato da tre pulsanti fisici, campanello, accensione e risveglio del display.
Il rilevamento è il punto che si sente ogni giorno. Entrambi hanno lo stesso PIR da 110 gradi fino a 6 metri, però la scheda del DP2 dichiara il riconoscimento della forma umana integrato nel sensore per ridurre i falsi allarmi, mentre quella del DP2C dichiara che il rilevamento del volto non è supportato.
● Campo visivo 166° diagonali, 136° orizzontali
● Riconoscimento della forma umana sopra al PIR
● Schermo touch da 4,3 pollici
● Batteria 4.600 mAh, fino a 90 giorni dichiarati
● MicroSD accettata fino a 256 GB
La tabella di confronto completa
Riga per riga, con i dati dichiarati da EZVIZ sulle schede ufficiali dei due modelli.
| Voce | EZVIZ DP2C | EZVIZ DP2 |
|---|---|---|
| Sensore | CMOS 1/3″ progressive scan | CMOS 1/2,7″ progressive scan |
| Obiettivo | 2,0 mm F2.2 | 2,0 mm F2.0 |
| Campo visivo | 155° diagonale | 166° diagonale, 136° orizzontale, 80° verticale |
| Risoluzione video | 1080p, 2 MP | 1080p, 2 MP |
| Fotogrammi al secondo | 15 fps | 15 fps |
| Schermo | 4,3″ a colori, tre pulsanti fisici | 4,3″ a colori, touch |
| Sensore di movimento | PIR 110°, fino a 6 m | PIR 110°, fino a 6 m |
| Riconoscimento forma umana | Non supportato | Integrato nel PIR |
| Visione notturna | Infrarossi fino a 5 m | Infrarossi fino a 5 m |
| Batteria | 4.600 mAh, fino a 90 giorni | 4.600 mAh, fino a 90 giorni |
| MicroSD accettata | fino a 512 GB | fino a 256 GB |
| Wi-Fi | 802.11 b/g/n solo 2,4 GHz | 802.11 b/g/n solo 2,4 GHz |
| Diametro foro | da 16,5 a 50 mm | da 16,5 a 50 mm |
| Spessore anta | da 35 a 105 mm | da 35 a 105 mm |
| Peso | 302 g | 320 g |
| Finiture | argento e oro | argento |
Le voci di installazione sono identiche, quindi la scelta fra i due non dipende mai da come è fatta la tua porta. Dipende solo da quanto vuoi spendere e da quanto ti pesano schermo touch e filtro sulle notifiche.
L’unica voce su cui il DP2C vince
La memoria: il DP2C accetta microSD fino a 512 GB, il DP2 si ferma a 256 GB.
È l’unico punto in cui il modello più economico supera il fratello maggiore, ed è una stranezza di listino che EZVIZ non spiega da nessuna parte.
Quanto conta davvero dipende da come usi l’apparecchio. Con la registrazione attivata solo sugli eventi una scheda da 128 GB copre mesi, quindi il tetto più alto resta un dato di targa più che un vantaggio quotidiano.
Diventa concreto in un caso solo: se abiti su un pianerottolo trafficato e vuoi tenere lo storico lungo senza pagare il cloud. Lì i 512 GB del DP2C fanno la differenza, ed è paradossale visto che è proprio il modello che registra più eventi inutili per via del PIR senza filtro.
C’è poi la finitura oro, che il DP2 non ha. Su una porta d’ingresso chiara o su un legno caldo la placca dorata si nota molto meno di quella argento, e per parecchie persone questo pesa quanto una specifica tecnica.
Il foro e lo spessore dell’anta
DP2 e DP2C richiedono lo stesso foro, da 16,5 a 50 mm, e lo stesso spessore di anta, da 35 a 105 mm.
Il numero da controllare è il minimo, 16,5 mm. Gli spioncini ottici tradizionali installati sulle porte italiane hanno spesso un foro fra 12 e 16 mm, quindi capita di scoprire che nessuno dei due entra.
Quando il foro è più stretto va allargato, e qui il tipo di porta cambia tutto. Su un’anta interna in legno è un lavoro da fresa a tazza, mentre su un portoncino blindato il foro va fatto conoscendo la posizione di rinforzi e serratura.
Un buco fatto nel punto sbagliato può indebolire un elemento strutturale o far decadere la certificazione antieffrazione. Su quando conviene fermarsi e chiamare qualcuno, quando serve un fabbro per porte e finestre fa il punto sui casi in cui il fai da te costa caro.
Lo spessore dell’anta si misura sul bordo della porta aperta, da faccia esterna a faccia interna, pannelli compresi. Se supera i 105 mm nessuno dei due modelli è utilizzabile, ed è un controllo che richiede mezzo minuto.
Se il foro è più stretto di 16,5 mm e non vuoi allargarlo, la strada è un modello che parte da 14 mm: la differenza fra i due EZVIZ che ci riescono è nel confronto fra DP2C e CP4.
Quanto costano oggi il DP2 e il DP2C
Qui il confronto tecnico si scontra con il listino, e il risultato è controintuitivo.
Il DP2 su Amazon sta poco sotto i 190 euro. Nello stesso momento il CP4, che ha le stesse identiche specifiche del DP2 e in più entra in fori da 14 mm, sta intorno ai 160 euro.
Il DP2C invece sulla scheda Amazon oggi non ha l’offerta in evidenza e si passa dai venditori del marketplace. Sui comparatori di prezzo italiani si trova fra i 90 e i 115 euro circa.
| Modello | Prezzo indicativo | Nota |
|---|---|---|
| EZVIZ DP2C | 90-115 euro circa | Su Amazon manca l’offerta in evidenza, si compra dai venditori terzi o fuori |
| EZVIZ DP2 | poco sotto i 190 euro | Sopra al CP4, che ha le stesse specifiche e accetta fori più stretti |
Lo scarto fra i due supera i 70 euro, e per quella cifra il DP2 dà schermo touch, ottica migliore e filtro sulle notifiche.
Il problema è che quello scarto oggi si paga male. Con 160 euro circa prendi un apparecchio identico al DP2 nelle specifiche e più tollerante sul foro, quindi il DP2 ha senso soltanto se lo trovi in offerta sotto il prezzo del CP4.
Quale dei due prendere
La risposta cambia a seconda di quanto passaggio c’è davanti alla tua porta.
Se il tuo ingresso è tranquillo, una villetta, un piano alto senza passaggio, un corridoio privato, il DP2C fa il suo lavoro. Registra in 1080p come il fratello, ha la stessa batteria e la stessa visione notturna, e il PIR senza filtro non ti tempesta perché davanti alla porta non passa nessuno.
Se la porta dà su un pianerottolo condiviso o su una via di passaggio, il filtro della forma umana smette di essere un dettaglio. Senza, arrivano decine di notifiche al giorno per gatti, correnti d’aria e vicini che salgono le scale, e dopo una settimana quelle notifiche non le guardi più.
C’è poi l’effetto sulla batteria che quasi nessuno menziona. Ogni attivazione accende sensore, radio e registrazione, quindi il DP2C su un ingresso trafficato arriva alla ricarica molto prima dei 90 giorni dichiarati.
● Stessa batteria da 4.600 mAh, fino a 90 giorni dichiarati
● MicroSD accettata fino a 512 GB, il doppio del DP2
● Disponibile anche in finitura oro
● Campo visivo 155° diagonali
● Schermo a pulsanti e rilevamento solo PIR
Una terza strada esiste, ed è quella che oggi consigliamo più spesso. Con il DP2 sopra i 180 euro, chi vuole le sue specifiche fa prima a guardare il CP4 allo stesso listino del confronto qui sopra.
Se invece il problema che vuoi risolvere è vedere lo spazio davanti alla porta e non solo chi si affaccia allo spioncino, la categoria giusta è un’altra: i migliori videocitofoni coprono un campo molto più largo di qualsiasi occhio magico.
Quello che nessuno dei due fa
Su quattro punti DP2 e DP2C si comportano allo stesso modo, e sono limiti da conoscere prima di ordinare.
Nessuno dei due prende il Wi-Fi a 5 GHz. Le schede dichiarano solo la banda a 2,4 GHz, quindi con un router che unisce le due reti sotto un nome solo va separata la banda in fase di configurazione.
Nessuno dei due supera i 15 fotogrammi al secondo. È una costante di tutta la gamma: il filmato serve a riconoscere una persona, non a seguire un movimento veloce.
Nessuno dei due apre la porta. Sono apparecchi di sola visione, e per comandare un elettroserratura o un cancello serve un videocitofono con uscita relè.
Nessuno dei due si alimenta dalla rete. Vanno staccati dall’anta e ricaricati via cavo, con una frequenza che dipende da quante volte scatta il rilevamento.
C’è infine un limite che non sta su nessuna scheda tecnica. In condominio quello che l’apparecchio riprende ha un confine giuridico: il Garante per la protezione dei dati personali chiede che le riprese di un privato restino limitate agli spazi di esclusiva pertinenza, escludendo pianerottoli, scale e aree comuni.
Uno spioncino elettronico che si sveglia solo quando qualcuno si avvicina alla porta rientra in quel perimetro molto più facilmente di una telecamera fissa. Resta buona regola tenere il PIR alla sensibilità minima che ti dà comunque l’avviso.
Conclusioni
Fra DP2 e DP2C il modello tecnicamente migliore è il DP2, e il modello che oggi ha più senso comprare è il DP2C.
Il DP2 vince su sensore, obiettivo, campo visivo, schermo touch e riconoscimento della forma umana, cioè su tutto quello che si nota all’uso. Il DP2C tiene botta su risoluzione, batteria, visione notturna e installazione, aggiunge la microSD fino a 512 GB e la finitura oro, e costa la metà.
La decisione dipende quindi da una cosa sola. Se davanti alla tua porta passa gente, il filtro sulle notifiche vale i soldi di differenza. Se non passa nessuno, quei soldi non stai comprando niente che userai.
Resta l’avvertenza sul listino: finché il DP2 costa più del CP4, comprare il DP2 è una scelta che perde su ogni parametro. E se stai lavorando sull’ingresso di casa nel suo insieme, il ragionamento parte da prima dell’accessorio, con quali sono le migliori marche di porte blindate in Italia e come si sceglie l’azienda a cui affidare gli infissi.
Domande frequenti
Cinque voci, tutte a favore del DP2. Il DP2 ha il sensore da 1/2,7 di pollice contro 1/3, l’obiettivo F2.0 contro F2.2, il campo visivo di 166 gradi diagonali contro 155, lo schermo touch al posto dei tre pulsanti fisici e il riconoscimento della forma umana, che sul DP2C la scheda ufficiale dichiara non supportato. Il DP2C ricambia con la microSD accettata fino a 512 GB contro i 256 del DP2 e con la finitura oro.
Sì, identico. Entrambi richiedono un foro fra 16,5 e 50 mm di diametro e uno spessore d’anta fra 35 e 105 mm. È il motivo per cui la scelta fra i due non dipende mai da come è fatta la tua porta. Se il foro esistente è più stretto di 16,5 mm servono altri modelli della gamma, che partono da 14 mm.
Alla stessa luce quasi no, al buio sì. Entrambi registrano in 1080p a 15 fotogrammi al secondo, quindi il file è lo stesso, ma il sensore più grande e l’obiettivo più aperto del DP2 raccolgono più luce. La differenza si vede in un pianerottolo interno o nelle ore attorno al tramonto, mentre in pieno giorno le immagini sono paragonabili.
Entrambi dichiarano fino a 90 giorni con 4.600 mAh, con la stessa avvertenza. Il dato presuppone poche attivazioni al giorno, e il DP2C su un ingresso di passaggio si scarica prima perché senza il filtro della forma umana si sveglia a ogni movimento. Su una porta tranquilla i due si equivalgono.
Ai prezzi di oggi no. Il DP2 sta poco sotto i 190 euro mentre il CP4, che ha le stesse specifiche e accetta fori da 14 mm, sta intorno ai 160 euro. Il DP2 torna interessante solo quando lo trovi in promozione sotto il prezzo del CP4. I prezzi cambiano di continuo, quindi il confronto va rifatto al momento dell’acquisto.
Sì, la scheda ufficiale dichiara due finiture, argento e oro, mentre il DP2 esiste solo in argento. Su porte d’ingresso chiare o nei toni caldi del legno la placca dorata si integra meglio, ed è uno dei due punti su cui il modello più economico batte il fratello maggiore.
In parte. Il pannello interno mostra chi c’è alla porta anche a rete assente, perché dialoga direttamente con l’unità esterna, e la registrazione su microSD continua. Senza Wi-Fi perdi le notifiche sul telefono, la visione da remoto e il salvataggio su cloud.
Avvertenze e fonti
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce le schede tecniche del produttore né il parere di un installatore. Le specifiche riportate sono quelle dichiarate da EZVIZ sulle pagine ufficiali dei due prodotti alla data di stesura e possono cambiare con le revisioni di firmware o di lotto: prima di acquistare verifica sempre la scheda aggiornata.
I prezzi cambiano di continuo e quelli citati sono ordini di grandezza, quindi fa fede quello esposto dal venditore al momento dell’acquisto. Per l’installazione su un’anta blindata rivolgiti a un tecnico, e per la tua situazione condominiale all’amministratore.
Fonti per approfondire:
- EZVIZ, scheda tecnica ufficiale del DP2
- EZVIZ, scheda tecnica ufficiale del DP2C
- Garante per la protezione dei dati personali, sezione videosorveglianza
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