
Stai per comprare uno spioncino digitale EZVIZ, ti sei fermato davanti a DP2C e CP4 e in giro leggi che sono lo stesso prodotto con due nomi diversi.
Non è così: le schede tecniche ufficiali dei due modelli differiscono su sei voci, e tre di queste cambiano l’uso di tutti i giorni. Il CP4 ha il sensore più grande, l’obiettivo più luminoso, il campo visivo più largo, lo schermo touch e il filtro della forma umana. Il DP2C costa parecchio meno, si comanda con tre pulsanti fisici e ti avvisa a ogni movimento, senza distinguere una persona da un gatto.
La confusione nasce da un fatto vero. I due apparecchi condividono batteria, autonomia, risoluzione, visione notturna e memoria, quindi a colpo d’occhio le schede sembrano gemelle e molte recensioni si fermano lì.
Le differenze stanno nelle righe che quasi nessuno confronta: il formato del sensore, l’apertura dell’obiettivo, l’ampiezza dell’inquadratura e il diametro minimo del foro in cui l’apparecchio entra. Quest’ultima voce è quella che manda a monte l’acquisto più spesso di tutte, perché il foro sulla tua porta ce l’hai già e non lo scegli tu.
In questa guida ti spiego:
- quali sono le sei differenze reali fra DP2C e CP4, prese dalle schede ufficiali EZVIZ
- perché il filtro della forma umana pesa più dei gradi di campo visivo
- che foro e che spessore d’anta servono per montare l’uno o l’altro
- quanto costano oggi i due modelli e dove si trovano davvero
Partiamo dalle differenze, poi vediamo cosa comportano una volta montato l’apparecchio.
Le sei differenze fra DP2C e CP4
Sono queste, tutte lette dalle schede tecniche ufficiali dei due prodotti.
Il sensore è il primo scarto: 1/3 di pollice sul DP2C, 1/2,7 di pollice sul CP4. A parità di risoluzione un sensore più grande raccoglie più luce, quindi rende meglio all’alba, al tramonto e in un pianerottolo poco illuminato.
L’obiettivo segue la stessa direzione: F2.2 sul DP2C, F2.0 sul CP4. È mezzo passo di luminosità in più a favore del secondo.
Il campo visivo passa da 155 gradi in diagonale a 166 gradi, che sul pianerottolo si traduce in una fascia laterale in più su entrambi i lati.
Lo schermo è la differenza che si tocca con le dita: il CP4 ha il pannello touch da 4,3 pollici, mentre il DP2C ha lo stesso schermo comandato da tre pulsanti fisici, il campanello, l’accensione e il risveglio del display.
Il rilevamento è il punto che cambia di più la vita quotidiana. Entrambi hanno lo stesso sensore PIR da 110 gradi fino a 6 metri, però solo il CP4 ci mette sopra il riconoscimento della forma umana: la scheda del DP2C alla voce rilevamento del volto dichiara apertamente che non lo supporta.
Il foro compatibile, infine, è la differenza che decide se puoi comprarlo o no: il CP4 entra a partire da 14 mm di diametro, il DP2C parte da 16,5 mm.
● Campo visivo 166° in diagonale, 136° in orizzontale
● Filtro della forma umana sopra al sensore PIR
● Schermo touch da 4,3 pollici
● Entra in fori da 14 mm in su
● Batteria 4.600 mAh, fino a 90 giorni dichiarati
La tabella di confronto completa
Riga per riga, con i dati dichiarati dal produttore sulle schede ufficiali dei due modelli.
| Voce | EZVIZ DP2C | EZVIZ CP4 |
|---|---|---|
| Sensore | CMOS 1/3″ progressive scan | CMOS 1/2,7″ progressive scan |
| Obiettivo | 2,0 mm F2.2 | 2,0 mm F2.0 |
| Campo visivo | 155° diagonale | 166° diagonale, 136° orizzontale, 80° verticale |
| Risoluzione video | 1080p, 2 MP | 1080p |
| Fotogrammi al secondo | 15 fps | 15 fps |
| Schermo | 4,3″ a colori, tre pulsanti fisici | 4,3″ a colori, touch |
| Sensore di movimento | PIR 110°, fino a 6 m | PIR 110°, fino a 6 m |
| Riconoscimento forma umana | Non supportato | Supportato |
| Visione notturna | Infrarossi fino a 5 m | Infrarossi fino a 5 m |
| Batteria | 4.600 mAh, fino a 90 giorni | 4.600 mAh, fino a 90 giorni |
| Memoria | MicroSD fino a 512 GB, più cloud | MicroSD fino a 512 GB con firmware aggiornato, più cloud |
| Wi-Fi | 802.11 b/g/n solo 2,4 GHz | 802.11 b/g/n solo 2,4 GHz |
| Diametro foro | da 16,5 a 50 mm | da 14 a 50 mm |
| Spessore anta | da 35 a 105 mm | da 35 a 104,9 mm |
| Peso | 302 g | 320 g |
| Finiture | argento e oro | argento |
Le righe identiche sono nove su sedici, e per questo i due apparecchi vengono spesso descritti come lo stesso prodotto. Le sette righe diverse cadono però tutte dalla stessa parte, quella del CP4.
Cosa cambia davvero quando lo usi
Tradotto in comportamento quotidiano, di quelle differenze ne pesano tre.
Il filtro della forma umana e le notifiche a vuoto
È lo scarto che ti accorgi di aver pagato dopo tre giorni di utilizzo.
Il sensore PIR reagisce al calore in movimento, quindi si accende per una persona esattamente come per un gatto, una tapparella che sbatte o l’aria calda che sale dalle scale. Su un pianerottolo di passaggio significa decine di notifiche al giorno.
Il CP4 mette un secondo filtro sopra al PIR e manda l’avviso solo quando la sagoma somiglia a quella di una persona. Il DP2C manda tutto, e la scheda ufficiale è esplicita nel dire che il riconoscimento non c’è.
Ci sono due effetti a catena che quasi nessuno racconta. Il primo è che smetti di guardare le notifiche, quindi l’apparecchio perde la funzione per cui l’hai comprato.
Il secondo è la batteria. Ogni attivazione accende sensore, radio e registrazione, quindi i 90 giorni dichiarati valgono per una porta tranquilla e su un ingresso trafficato il DP2C si scarica prima del CP4 proprio perché si sveglia più spesso.
Lo schermo touch contro i tre pulsanti
Il pannello interno è lo stesso da 4,3 pollici, cambia come lo comandi.
Sul CP4 si tocca: scorri i filmati registrati, apri i menu, cancelli con il dito. Sul DP2C hai tre tasti, campanello, accensione e risveglio dello schermo, e la navigazione diventa una sequenza di pressioni.
Per la funzione base la differenza è nulla. Qualcuno suona, tu guardi chi è, fine.
Conta invece se in casa c’è una persona anziana che il telefono non lo usa e che sul pannello ci deve andare a rivedere le registrazioni. Lì il touch è un vantaggio reale, perché il menu a pulsanti richiede di ricordarsi la sequenza.
Come vanno letti i gradi di campo visivo
I 155 gradi del DP2C e i 166 del CP4 sono entrambi valori diagonali, e la diagonale è il numero che gonfia la scheda.
EZVIZ per il CP4 scompone il dato e dichiara 136 gradi in orizzontale e 80 in verticale. Per il DP2C pubblica solo la diagonale, quindi il confronto onesto fra i due si può fare soltanto su quel valore.
Undici gradi di diagonale in più valgono qualcosa, e non sono la voce su cui decidere. Su un pianerottolo stretto chi suona si mette comunque davanti allo spioncino, mentre chi vuole nascondersi si sposta ben oltre i 166 gradi e da entrambi gli apparecchi non si fa vedere.
Se il tuo problema è coprire lo spazio davanti alla porta, la categoria giusta è un’altra e l’abbiamo confrontata in migliori videocitofoni: un videocitofono si monta sullo stipite e inquadra molto più largo di qualsiasi occhio magico.
Il foro della porta decide più della scheda tecnica
Prima di guardare i sensori, misura il foro che hai già e lo spessore dell’anta: sono i due numeri che escludono un modello a prescindere da quanto ti piace.
Il diametro del foro esistente
Il CP4 lavora da 14 a 50 mm, il DP2C da 16,5 a 50 mm.
Gli spioncini ottici tradizionali montati in Italia hanno quasi sempre un foro fra 12 e 16 mm, e sotto i 16,5 mm il DP2C esce dalle specifiche mentre il CP4 ci sta ancora.
Se il foro è più piccolo del minimo, va allargato. Su una porta interna in legno è un lavoro da fresa a tazza, sulla porta d’ingresso il discorso cambia parecchio.
Su un’anta blindata il foro va fatto da chi sa dove passano i rinforzi e la serratura, altrimenti si rischia di indebolire un elemento strutturale o di perdere la certificazione antieffrazione. Quando serve intervenire sull’anta, quando conviene chiamare un fabbro per porte e finestre spiega in quali casi il fai da te finisce male.
Lo spessore dell’anta
Su questa voce i due modelli coprono la stessa fascia, da 35 a circa 105 mm.
Il punto è verificarla prima, perché un portoncino blindato di fascia alta supera facilmente i 90 mm e i pannelli decorativi aggiunti sui due lati fanno il resto.
Si misura sul bordo dell’anta aperta, da faccia esterna a faccia interna, pannelli compresi. Se il numero supera i 105 mm nessuno dei due modelli è utilizzabile, ed è un controllo che costa trenta secondi.
Quanto costano oggi il DP2C e il CP4
Il CP4 è il più caro dei due su Amazon, il DP2C è il più economico ma sul marketplace è diventato difficile da trovare in modo affidabile.
Il CP4 su Amazon sta intorno ai 160 euro, con disponibilità immediata e spedizione diretta. È la cifra che vale come riferimento, con l’avvertenza di sempre: il prezzo lo decide Amazon e cambia da un giorno all’altro.
Sul DP2C la scheda Amazon oggi non ha l’offerta in evidenza, e il pulsante rimanda alle opzioni di acquisto dei venditori del marketplace. Sui comparatori di prezzo italiani si trova invece fra i 90 e i 115 euro circa, quindi resta acquistabile fuori da Amazon.
| Modello | Prezzo indicativo | Dove si compra |
|---|---|---|
| EZVIZ DP2C | 90-115 euro circa | Comparatori, catene di elettronica e bricolage, venditori marketplace |
| EZVIZ CP4 | intorno ai 160 euro | Amazon con disponibilità immediata |
Lo scarto è quindi intorno ai 50 euro, che è la cifra su cui va misurata la decisione. Per quei soldi porti a casa sensore migliore, ottica più luminosa, inquadratura più larga, schermo touch e filtro della forma umana.
Un avviso sul prezzo del DP2C. Quando un prodotto perde l’offerta in evidenza su Amazon e resta solo sui venditori terzi, le cifre ballano molto e alcune inserzioni superano il prezzo del modello superiore: prima di comprarlo confronta almeno due negozi.
Quale dei due prendere, caso per caso
La scelta si chiude in tre domande, e la prima non riguarda nessuno dei due apparecchi.
Che foro hai sulla porta? Se è sotto i 16,5 mm e non vuoi allargarlo, il CP4 è l’unico dei due che entra e il ragionamento finisce qui.
Su che tipo di ingresso lo monti? Se la tua è una porta di passaggio, un pianerottolo condiviso, un corridoio di condominio o un ingresso su strada, il filtro della forma umana del CP4 vale da solo la differenza di prezzo. Su una villetta con un vialetto privato e due passaggi al giorno il DP2C fa lo stesso lavoro.
Chi lo userà? Se in casa c’è qualcuno che il telefono non lo usa e andrà sul pannello a guardare, il touch del CP4 è più semplice dei tre pulsanti.
● Stessa batteria da 4.600 mAh, fino a 90 giorni dichiarati
● Campo visivo 155° in diagonale
● Comandi con tre pulsanti fisici, schermo non touch
● Rilevamento solo PIR, senza filtro della forma umana
● Disponibile anche nella finitura oro
● Richiede un foro da 16,5 mm in su
Un ultimo elemento riguarda l’estetica dell’ingresso. Il DP2C esiste in argento e in oro, e su un portoncino chiaro o su un legno caldo la finitura dorata sparisce meglio della placca argento.
Se stai rifacendo l’ingresso e la questione è come si abbina il pannello alla porta, il ragionamento parte da lontano: come si scelgono le porte laccate aiuta a capire quali finiture reggono l’accostamento con un accessorio metallico.
Quello che nessuno dei due modelli fa
Su quattro punti DP2C e CP4 sono identici, e sono limiti che conviene conoscere prima di ordinare.
Nessuno dei due prende il Wi-Fi a 5 GHz. Entrambi dichiarano solo la banda a 2,4 GHz: se il tuo router ha una rete unica che unisce le due bande, in fase di configurazione dovrai separarle o disattivare temporaneamente i 5 GHz.
Nessuno dei due va oltre i 15 fotogrammi al secondo. È una costante della gamma, quindi il filmato è a scatti rispetto a una telecamera vera e serve a riconoscere una persona, non a seguire un movimento veloce.
Nessuno dei due apre la porta. Sono apparecchi di sola visione: per comandare un apriporta o un cancello serve un videocitofono, categoria che sul lato pratico abbiamo già confrontato.
Nessuno dei due si alimenta dalla rete elettrica. Vanno staccati dalla porta e ricaricati via cavo, con la frequenza che dipende da quanto scatta il rilevamento.
C’è poi un vincolo che non sta su nessuna scheda tecnica. Se abiti in condominio, quello che l’apparecchio riprende ha un limite giuridico: il Garante per la protezione dei dati personali chiede che le riprese di un privato restino limitate agli spazi di sua esclusiva pertinenza, escludendo pianerottoli, scale e aree comuni.
Uno spioncino elettronico che si attiva solo quando qualcuno si avvicina alla tua porta rientra in quel perimetro molto più facilmente di una telecamera puntata sul corridoio. Vale comunque la regola di registrare il minimo indispensabile, tenendo il PIR alla sensibilità più bassa che ti dà l’avviso.
Conclusioni
Fra DP2C e CP4 la differenza esiste, sta in sei righe di scheda tecnica e pende tutta dalla stessa parte.
Il CP4 è il modello più completo: sensore più grande, ottica più luminosa, inquadratura più larga, schermo touch e soprattutto il filtro che distingue una persona da un movimento qualsiasi. È anche l’unico dei due che entra in un foro da 14 mm, e su molte porte italiane questo da solo chiude la questione.
Il DP2C resta una scelta sensata quando l’ingresso è tranquillo e il budget conta: stessa risoluzione, stessa batteria, stessa visione notturna, e la finitura oro che sull’estetica di certe porte fa la differenza. Il prezzo più basso è reale, con l’accortezza di controllare bene il venditore visto che su Amazon l’offerta in evidenza oggi manca.
Se la porta su cui stai per lavorare è la porta d’ingresso principale, il consiglio è guardare prima l’infisso e poi l’accessorio. Un occhio magico digitale su un portoncino che chiude male risolve poco, e su come si valuta l’ingresso nel suo insieme trovi un punto di partenza in quali sono le migliori marche di porte blindate in Italia e in come si sceglie l’azienda a cui affidare gli infissi di casa.
Domande frequenti
No, e questa è l’informazione che circola di più ed è sbagliata. Le schede ufficiali EZVIZ dichiarano sensori diversi (1/3″ contro 1/2,7″), obiettivi diversi (F2.2 contro F2.0), campi visivi diversi (155 contro 166 gradi) e schermi diversi (a pulsanti contro touch). In più solo il CP4 ha il riconoscimento della forma umana, mentre sul DP2C la scheda dichiara espressamente che il rilevamento del volto non è supportato. Le voci identiche sono batteria, risoluzione, visione notturna, PIR, memoria e banda Wi-Fi.
Il CP4, a parità di risoluzione. Entrambi registrano in 1080p a 15 fotogrammi al secondo, quindi sulla carta il file è lo stesso, però il CP4 ha il sensore più grande e l’obiettivo più aperto e raccoglie più luce. La differenza si vede nelle situazioni di luce scarsa, cioè un pianerottolo interno o le ore intorno al tramonto, mentre in pieno giorno le immagini si somigliano.
Il CP4 accetta fori da 14 a 50 mm di diametro, il DP2C da 16,5 a 50 mm. Molti spioncini ottici tradizionali sono forati fra i 12 e i 16 mm, quindi capita spesso che il CP4 entri dove il DP2C non entra. Se il foro è più stretto del minimo va allargato, e su un’anta blindata questo è un lavoro da far fare a un tecnico che sappia dove passano rinforzi e serratura.
Entrambi dichiarano fino a 90 giorni con una batteria da 4.600 mAh, ma il dato presuppone poche attivazioni al giorno. Su un ingresso di passaggio il DP2C si scarica prima, perché senza il filtro della forma umana si sveglia a ogni movimento, gatti e correnti d’aria compresi. Su una porta tranquilla i due si equivalgono.
No, nessuno dei due. Entrambi dichiarano lo standard 802.11 b/g/n sulla sola banda a 2,4 GHz. Se il router diffonde una rete unica che unisce 2,4 e 5 GHz, durante la configurazione conviene separare le due reti o spegnere temporaneamente la banda a 5 GHz, altrimenti l’app non completa l’associazione.
In parte. Il pannello interno mostra chi è alla porta anche a rete assente, perché comunica direttamente con l’unità esterna, e la registrazione su microSD continua. Senza Wi-Fi perdi le notifiche sul telefono, la visione da remoto e il salvataggio su cloud.
Sì, la scheda ufficiale dichiara due finiture, argento e oro, mentre il CP4 si trova nella sola versione argento. Sulle porte d’ingresso chiare o nei toni caldi del legno la placca dorata si integra meglio, ed è l’unico terreno su cui il DP2C batte il modello superiore.
No, sono soltanto apparecchi di visione. Nessuno dei due comanda un apriporta, un elettroserratura o un cancello motorizzato: mostrano chi c’è fuori e registrano. Per aprire da remoto serve un videocitofono con uscita relè, che è una famiglia di prodotti diversa e va scelta con altri criteri.
Avvertenze e fonti
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce le schede tecniche del produttore né il parere di un installatore. Le specifiche riportate sono quelle dichiarate da EZVIZ sulle pagine ufficiali dei due prodotti alla data di stesura e possono cambiare con le revisioni di firmware o di lotto: prima di acquistare verifica sempre la scheda aggiornata.
I prezzi cambiano di continuo e quelli citati sono ordini di grandezza, quindi fa fede quello esposto dal venditore al momento dell’acquisto. Per l’installazione su un’anta blindata rivolgiti a un tecnico, e per la tua situazione condominiale all’amministratore.
Fonti per approfondire:
- EZVIZ, scheda tecnica ufficiale del CP4
- EZVIZ, scheda tecnica ufficiale del DP2C
- Garante per la protezione dei dati personali, sezione videosorveglianza
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