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IVA su Infissi 2019 | La Guida Definitiva per il Serramentista

Come si calcola l’IVA sugli infissi? È al 10 o al 22%? E per le nuove costruzioni? Le prime case?

Insomma, in giro c’è un sacco di confusione, ed è per questo che oggi ho deciso di condividere con te tutto quello che c’è da sapere sull’IVA sugli infissi 2019.

Dopo essermi documentato, preso appuntamenti con il miglior studio di commercialisti della mia città, avvocati e con l’Agenzia delle Entrate, questo è tutto quello che ho scoperto.

Non è un articolo semplice, ti avverto, ma se lo leggerai attentamente fino in fondo, saprai tutto quello che c’è da sapere per calcolare l’IVA sui serramenti.

Pronti? Iniziamo!

 

IVA sui serramenti: tutto quello che devi sapere

 

 

Il Legislatore italiano, allo stato attuale, prevede per chi acquista e/o installa un serramento esterno la possibilità di fruire di aliquote IVA agevolate rispetto a quella ordinaria del 22%.

Per te che lavori in un’azienda di serramenti, conoscere nel dettaglio la normativa è molto importante per due ragioni:

  1. rendere più vantaggioso al tuo cliente l’acquisto del serramento e, quindi, indirettamente favorire la vendita di serramenti e infissi;
  2. evitare l’applicazione di una pesante sanzione in caso di contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, in tal caso verrebbe richiesta alla tua azienda la quota di imposta “evasa”, oltre a pesanti sanzioni ed interessi.

Per giungere ad una ragionata identificazione sono necessari 3 tipi di competenza:

  1. una competenza fiscale;
  2. una competenza tecnica sul serramento e sui suoi accessori;
  3. una competenza specifica sulle procedure autorizzative in campo edilizio per definire precisamente la parte relativa ai titoli abilitativi.

Vediamo insieme nel dettaglio tutte le casistiche, per capire come applicare la corretta aliquota IVA a seconda delle diverse situazioni a cui potresti andare incontro.

 

Come applicare correttamente l’IVA sui serramenti: tutti i casi

 

IVA sugli infissi

 

IVA infissi prima casa

Fornitura e posa in opera di serramenti per costruzione, ampliamento o completamento di immobili con la caratteristica di “prima casa”:

Si applica l’IVA al 4% sul serramento e sulla posa in opera (D.P.R. N. 633/1972, Tabella A, Parte II, n. 24 e n.39), sia nel caso di nuova costruzione che nel caso di completamento o ampliamento, a patto però che, dopo l’ultimazione dei lavori, la parte ampliata non costituisca un’unità immobiliare a sé stante e non comporti la possibilità di attribuire all’immobile risultante caratteristiche di lusso.

In questo caso l’IVA al 4% può essere applicata sia al serramento che agli accessori ed ai servizi collegati sia separatamente che in fornitura congiunta.

 

IVA infissi nuova costruzione (non prima casa)

Fornitura di serramenti (con o senza posa in opera) per la costruzione di case di abitazione, anche se non sono prima casa, purché non siano di lusso:

Si applica l’IVA al 4% nel caso di:

  • sola fornitura di serramenti (D.P.R. N. 633/1972, Tabella A, Parte II, n. 24)
  • fornitura + posa in opera dei serramenti a favore dell’impresa che costruisce per poi rivendere (D.P.R. N. 633/1972, Tabella A, Parte II, n.39)

Si applica invece l’IVA al 10% nel caso di:

  • fornitura + posa in opera dei serramenti nei confronti di soggetti che non sono l’impresa edile che costruisce per la successiva rivendita (D.P.R. N. 633/1972, Tabella A, Parte III, n. 127-quaterdecies)

 

IVA serramenti per costruzioni rurali

Fornitura di serramenti (con o senza posa in opera) per la realizzazione di costruzioni rurali da destinare ad abitazione del proprietario del terreno o di addetti alla coltivazione dello stesso (di cui al n. 21-bis, Tabella A, Parte II, D.P.R. n. 633/1972):

Si applica l’IVA al 4% nel caso di:

  • sola fornitura di serramenti (D.P.R. N. 633/1972, Tabella A, Parte II, n. 24)
  • fornitura + posa in opera dei serramenti (D.P.R. N. 633/1972, Tabella A, Parte II, n. 39)

 

Edificili “assimilati Tupini”

Fornitura di serramenti (con o senza posa in opera) per la costruzione di edifici “assimilati Tupini”:

Si applica l’IVA al 10%:

  • sola fornitura di serramenti (D.P.R. N. 633/1972, Tabella A, Parte III, n. 127-sexies)
  • fornitura + posa in opera dei serramenti (D.P.R. N. 633/1972, Tabella A, Parte III, n.127-quaterdecies)

 

Costruzione di opere di urbanizzazione

Fornitura di serramenti (con o senza posa in opera) per la costruzione di opere di urbanizzazione:

si applica l’IVA al 10%.

  • sola fornitura di serramenti (D.P.R. N. 633/1972, Tabella A, Parte III, n. 127-sexies)
  • fornitura + posa in opera dei serramenti (D.P.R. N. 633/1972, Tabella A, Parte III, n.127-septies).

 

Restauro

Fornitura di serramenti in tutti i tipi di immobili, anche senza contestuale posa in opera da parte del venditore, nel contesto di interventi di restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia o ristrutturazione urbanistica purché in presenza del relativo titolo abilitativo.

Si applica l’IVA al 10% sia ai beni che ai servizi collegati.

 

Manutenzione ordinaria o straordinaria

Forniture di serramenti per immobili a prevalente destinazione abitativa privata in un intervento di manutenzione ordinaria o straordinaria (D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 art. 3, lett. a, b;):

Se la posa viene effettuata dal venditore si applica l’IVA al 10% sia ai beni che ai servizi collegati con l’eccezione di quota parte dei beni significativi alla quale si applicherà l’IVA al 22% (D.P.R. N. 633/1972, Tabella A, Parte III, n.127-quaterdecies; L.488/1999 art.7, c.1, lettera B)

 

Altri casi

L’IVA rimane al 22% in tutti gli altri casi, ad esempio:

  • fornitura di serramenti con o senza posa in opera per la costruzione di un immobile di lusso (categorie catastali A1, A8, A9).
  • fornitura di serramenti (con o senza posa in opera) per la costruzione di uffici ed altri tipi di edifici non compresi nelle precedenti categorie.
  • fornitura di serramenti anche con eventuale posa in opera per interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria su immobili non a prevalente destinazione abitativa privata, tipo uffici, laboratori, negozi, ecc.
  • fornitura di sole finestre senza contestuale posa in opera per interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria su immobili a prevalente destinazione abitativa.

 

Beni significativi e parti staccate

 

infissi in pvc

Per poter calcolare correttamente l’IVA sugli infissi, è importante fare una distinzione fra due categorie di prodotti: i beni significativi (soggetti all’aliquota IVA al 22%) e le parti staccate (aliquota IVA 10%).

Vediamoli nel dettaglio.

 

Cosa sono i beni significativi

Come riportato nel D.M. del 29 dicembre 1999, l’elenco è tassativamente il seguente:

  • ascensori e montacarichi;
  • infissi esterni ed interni;
  • caldaie;
  • videocitofoni;
  • apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria;
  • sanitari e rubinetterie da bagno;
  • impianti di sicurezza.

 

Cosa sono le parti staccate dei beni significativi

L’Agenzia per prima cosa chiarisce che tutti i beni forniti durante l’intervento di manutenzione ordinaria o straordinaria su immobili a prevalente destinazione abitativa in un contratto di fornitura e posa, se non sono compresi nell’elenco dei beni significativi riportato nel D.M. del 29/12/1999, sono soggetti ad IVA al 10%.

Appare evidente che le tapparelle gli scuri, le veneziane, le zanzariere, le inferriate o grate di scurezza, ma anche i controtelai e gli elementi di finitura come coprifili e contro-davanzali non appaiono in quell’elenco e quindi sarebbero soggetti ad una aliquota IVA del 10%.

Si pone però il problema di capire se questi beni hanno una rilevanza autonoma o se siano da considerare come parti essenziali del serramento e quindi soggetti all’aliquota IVA “mista”.

 

Questo significa che se facciamo un intervento di sola fornitura e posa di tapparelle, scuri, veneziane, zanzariere, inferriate o grate di scurezza, senza contestuale fornitura del serramento, in fattura l’aliquota IVA da applicare è al 10% sia su tutti i beni che sui servizi

 

E gli altri prodotti?

Una prima chiave interpretativa è riportata proprio in questo punto che recita:

Peraltro, qualora l’intervento di manutenzione agevolato abbia ad oggetto l’installazione/sostituzione della sola componente staccata di un bene significativo (già installato precedentemente), ai fini dell’applicazione dell’aliquota agevolata, non è necessario alcun apprezzamento in merito all’autonomia funzionale di detta componente rispetto al bene significativo; in tal caso, infatti, l’intervento non ha ad oggetto l’installazione del bene significativo, bensì la sostituzione/installazione di una sua parte staccata.
Conseguentemente, ai fini dell’applicazione dell’aliquota nella misura del 10 per cento, il valore della parte staccata è attratto nel valore complessivo della prestazione di servizi”.

 

Tapparelle

L’Agenzia delle Entrate ammette che le tapparelle (e per analogia tutti gli elementi di schermatura come scuri, persiane, frangisole, veneziane ecc..) sono funzionalmente autonome rispetto all’infisso perché svolgono un ruolo diverso, che è quello di schermare il calore e la luce e quindi sono soggette ad una aliquota IVA del 10%: il serramento sconterà dunque una aliquota IVA al 22% solo per la parte eccedente all’importo delle tapparelle e della manodopera.

Sembrerebbe tutto chiaro però l’Agenzia continua nel seguente modo:

Diversamente, le tapparelle o gli altri sistemi oscuranti non assumono, in ogni caso, autonoma rilevanza rispetto al manufatto principale, qualora siano strutturalmente integrati negli infissi. In tal caso, ai fini dell’applicazione dell’aliquota IVA il valore degli infissi è comprensivo del valore delle tapparelle” ovvero si applica anche alle tapparelle l’IVA mista 10% e 22%

Dunque l’Agenzia delle Entrate non prende una posizione definitiva e stabilisce che le tapparelle (e gli altri sistemi oscuranti) sono generalmente “elementi non strutturalmente integrati”, però potrebbero anche essere “strutturalmente integrati” pur senza specificare quale sia il criterio di scelta.

Strutturalmente integrato” potrebbe infatti significare che svolge un ruolo essenziale per la funzionalità specifica del serramento, come è il caso delle ante fisse e mobili, del vetro, della maniglia, delle guarnizioni e della ferramenta ovvero la circostanza che esso costituisca una componente essenziale senza la quale il bene non potrebbe funzionare.

Secondo questo concetto, poiché l’eventuale eliminazione della schermatura non porterebbe alla perdita di funzionamento dell’infisso, si può ragionevolmente ritenere che le schermature o i sistemi oscuranti non siano strutturalmente integrate all’infisso.

Potremmo però anche pensare che “strutturalmente integrato” significhi semplicemente che esiste un vincolo meccanico che fissa l’elemento al telaio del serramento: in questo caso le tapparelle potrebbero essere considerate strutturalmente integrate.

La scelta avrà come conseguenza la percentuale IVA che dovrà essere applicata: se sono “strutturalmente integrateIVA come per il serramento, se sono “non integrateIVA al 10%.

In qualsiasi caso, per evitare problemi in fase di eventuale accertamento, dovrai esplicitare la tua decisione nella fattura con la frase “strutturalmente integrato” o “strutturalmente non integrato”.

Il funzionario dell’Agenzia delle Entrate che normalmente non ha le competenze per valutare quale sia la situazione tecnica adottata non può che rimettersi alla competenza del serramentista.

Per evitare problemi suggerisco quindi che, dopo aver preso la decisione, tu riporti sempre nella fattura la seguente frase:

 

Cassonetto, telo avvolgibile, tapparella con guide, accessori – motori di sollevamento (ma anche persiane scuri, frangisole, veneziane interne o esterne) – non strutturalmente integrati al serramento – € …………

oppure

Cassonetto, telo avvolgibile, tapparella con guide, accessori – motori di sollevamento (ma anche persiane scuri, frangisole, veneziane interne o esterne) – strutturalmente integrati al serramento – € …………

 

Zanzariere

L’Agenzia delle Entrate chiarisce che per quanto riguarda le zanzariere vale lo stesso discorso delle tapparelle, per poter applicare in fattura l’IVA al 10% alle zanzariere dovremmo anche in questo caso riportare la seguente dicitura:

 

Zanzariere – non strutturalmente integrate al serramento – € ………

oppure decidere che, in virtù del fatto che vengono fissate al telaio siano

Zanzariere – strutturalmente integrate al serramento – € ………

 

Attenzione però, perché in questo caso non avendo la zanzariera alcun ruolo nel risparmio energetico (a differenza delle schermature solari), se scriviamo “strutturalmente non accorpata” potremmo applicare l’IVA al 10% ma dovremo fatturarla a parte in quanto non può essere soggetta alla detrazione fiscale per gli infissi.

Diversamente, se scriviamo in fattura “strutturalmente integrata” il suo valore confluisce in quello del serramento ma possiamo anche detrarla con l’Ecobonus come componente integrato del serramento.

 

Grate di sicurezza

In merito invece alle inferriate di sicurezza, indipendentemente da come siano fissate, sul muro o sul serramento, l’Agenzia specifica che sono dei beni con una funzionalità sicuramente diversa rispetto al serramento e non sono comprese nella lista dei beni significativi del D.M. del 29 dicembre 1999.

Quindi nel caso di fornitura e posa, le grate di sicurezza sono sempre soggette ad una aliquota IVA del 10% senza bisogno di specificare se siano o meno strutturalmente integrate all’infisso. Poiché non danno contributi dal punto di vista energetico non potranno essere detratte con l’Ecobonus e nel caso sia questa l’intenzione del cliente vanno fatturate separatamente rispetto al serramento.

 

Qual è il valore dei beni significativi

L’Agenzia delle Entrate in pratica stabilisce che il valore del bene significativo deve tener conto delle materie prime per la sua realizzazione e della manodopera impiegata per la produzione ed in qualsiasi caso non può essere inferiore alla somma del costo delle materie prime più il costo della manodopera impiegata per realizzarlo.

 

Azienda produttrice di serramenti e infissi

Se sei un’azienda produttrice di serramenti, la circolare specifica che, ai costi così determinati, vanno aggiunti i costi indiretti, ovvero i costi generali di produzione, quali gli ammortamenti dei macchinari e dei capannoni, gli affitti, i costi di manutenzione ecc… ma restano però esclusi i costi generali ed amministrativi ed i costi di distribuzione dei prodotti.

Cosa significa questo?

A titolo puramente indicativo puoi immaginare che il costo di produzione di un serramento così calcolato, sia almeno un 30-40% inferiore rispetto al prezzo di vendita.

 

Azienda rivenditrice di infissi e serramenti

Se invece sei un’azienda che commercializza i serramenti, la determinazione del valore del bene significativo è un dato più facilmente reperibile poiché in questo caso corrisponde semplicemente al suo prezzo d’acquisto.

In entrambi i casi dunque l’Agenzia spiega che il valore del ricarico, ovvero il margine di valore aggiunto dalla figura del venditore (detto anche Mark Up), va escluso dal valore del bene significativo.

In altre parole se acquisto un serramento al prezzo di € 1.000,00 e lo vendo a € 1.300,00 il valore del bene significativo è € 1.000,00 mentre i € 300,00 che corrispondono al ricarico, vanno a confluire nella voce manodopera o servizi sui quali si applica una aliquota del 10%.

In questo modo diminuisce il valore del bene significativo e aumenta quello della posa e di conseguenza sarà più facile che l’intera fattura veda l’applicazione dell’IVA al 10%.

 

Come fatturare: le modalità di fatturazione

 

iva 10 infissi agenzia delle entrate

 

La fattura per la fornitura e posa di serramenti in un contesto di manutenzione ordinaria o straordinaria su immobili a prevalente destinazione abitativa privata, oltre ad indicare il corrispettivo complessivo, deve tenere separato il valore dei beni significativi rispetto ai rimanenti beni e servizi prestati congiuntamente.

Si applicherà l’IVA:

  • al 10% sui servizi e sui beni non significativi forniti contestualmente e su di una uguale quota del valore del bene significativo
  • al 22% sulla quota parte residua dei beni significativi

È chiaro che se il valore dei servizi e dei beni non significativi, individuati come specificato nei punti precedenti, supera il valore del bene significativo, tutta la fattura avrà una applicazione dell’IVA al 10%.

La vera novità che spiega l’Agenzia nella circolare è che spiega come inserire in fattura il valore del ricarico ovvero del mark up che viene determinato dalla differenza tra il valore di acquisto, o di produzione del bene significativo, e il prezzo di vendita e va inglobato nella voce della “manodopera”.

Il problema è che se io acquisto un serramento a € 1.000,00 e lo rivendo al prezzo di € 1.300,00, con un prezzo per la posa di € 100,00, per applicare l’IVA in modo corretto in fattura devo specificare le suddette voci nel seguente modo:

 

Serramento (bene significativo) € 1.000,00
Posa + servizi (somma di € 100 per la posa + € 300 di ricarico) € 400,00
Imponibile totale € 1.400,00

 

Conseguentemente le aliquote IVA da applicare saranno:

  • IVA al 10% su € 800,00 (€ 400,00 (posa + servizi) + € 400,00 quota parte del valore del bene significativo)
  • IVA al 22% su € 600,00 (quota residua del bene significativo)

 

Il problema è che nel preventivo il cliente avrà avuto una descrizione diversa della fornitura e precisamente:

Serramento € 1.300,00
Posa € 100,00
Imponibile totale € 1.400,00

 

Come puoi notare, l’imponibile finale non cambia, ma esprimendo le voci della fornitura come suggerito dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate per poter applicare l’IVA al 10% anche sul ricarico del serramento, veniamo di fatto a fare una fattura con delle voci diverse rispetto al preventivo e, in aggiunta, a segnalare al cliente finale quanto è il nostro margine lordo di ricavo.

In qualsiasi caso, se vuoi scorporare il valore di mark up dal bene significativo, non esistono alternative.

Al più si può nella fattura aggiungere alla voce posa una generica voce “servizi” nella quale mettere la quota del ricavo in modo da evitare contestazione sul fatto che in preventivo la posa era indicata a € 100,00 e poi diventa € 400,00 se pur con una concomitante riduzione del costo del serramento.

 

IVA sui serramenti: alcuni esempi

 

infissi in legno prezzo

 

Il valore degli altri beni supera il valore del bene significativo

In questo primo caso, il valore dei beni e dei servizi forniti congiuntamente al serramento supera il valore del bene significativo, e quindi tutta la fattura sconterà una aliquota IVA al 10%

1 Serramento (bene significativo ex DM 29/12/1999) € 1.300,00
1 Cassonetto e accessori – non strutturalmente integrati al serramento € 350,00
1 Zanzariera – non strutturalmente integrati al serramento € 150,00
1 Grata di sicurezza – non strutturalmente integrati al serramento € 150,00
Posa e servizi € 900,00
Imponibile totale
IVA al 10% su parti staccate – posa e servizi pari a € 1.550,00 € 155,00
IVA al 10 % su parte corrispondente del bene significativo pari a 1.650,00€ (o sul valore intero del serramento se il suo importo è minore come in questo caso) € 130,00
Totale fattura € 3.245,00

 

Il valore degli altri beni non supera il valore del bene significativo

Qui ho deciso di inserire un caso in cui il valore dei beni e dei servizi forniti congiuntamente al serramento non supera il valore del bene significativo: la parte residua del valore del serramento sconterà dunque una aliquota IVA al 22%.

1 Serramento (bene significativo ex DM 29/12/1999) € 1.300,00
1 Persiana esterna – non strutturalmente integrati al serramento € 350,00
Elementi di finitura estetica – non strutturalmente integrati al serramento € 50,00
Posa e servizi € 800,00
Imponibile totale € 2.500,00
IVA al 10% su parti staccate – posa e servizi pari a € 1.550,00
IVA al 10 % su parte corrispondente del bene significativo pari a 1.650,00€ (o sul valore intero del serramento se il suo importo è minore come in questo caso) € 120,00
IVA al 22% su parte residua del serramento pari a € 100,00 € 120,00
Totale fattura € 2.762,00

 

Fornitura e posa di accessori

Questo terzo e ultimo caso è il più semplice, e riguarda la fornitura e installazione di soli accessori del serramento.

Maniglia € 100,00
Persiana € 350,00
Zanzariera € 150,00
Posa e servizi € 150,00
Imponibile € 750,00
Iva al 10% € 75,00
Totale fattura € 825,00

 

Conclusioni

Eccoci arrivati al termine di questo lungo articolo sull’IVA dei serramenti.

Desidero ringraziare lo Studio Ferraro per la grande preparazione e per la pazienza con cui mi ha aiutato a realizzare l’articolo.

Hai bisogno di maggiori informazioni?

Leggi l’articolo sulla detrazione fiscale o lascia un commento.

Se invece vuoi scoprire quali sono i migliori rivenditori di infissi in Italia, clicca qui: migliori rivenditori di infissi.

Un caro saluto,
Lo staff

 

2 commenti

  1. SABRINA FORESTIERI

    OTTIMO ARTICOLO

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